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Nel mio libro offro uno spunto teorico e funzionale che possa guidare il lettore nella giungla dei testi che si trovano in commercio e che hanno gettato troppo fango addosso a questa meravigliosa e complessa realt. La rivivificazione di una realt immaginifica svela, attraverso la compresenza degli attori e del pubblico, la struttura che la messinscena teatrale condivide con queste tecnologie dellintrattenimento, un gioco di ruolo del quale siamo persuasi di essere i giocatori e del quale, invece, ci scopriamo oggetti/assoggettati. Annullata dalla mediazione di tecnologie come radio, televisione e internet, la ritrovata vicinanza genera un cortocircuito percettivo, dato dallessere co-partecipi di una realt che racconta una finzione che, a sua volta, racconta una realt. Angius, Cirri e Bonaventura entrano ed escono in rapida sequenza dal fondale (unico elemento scenico insieme a un tavolo), bocca atomica della finzione posticcia, polmone spettrale che respira le esplosioni di una macchina del fumo. Quella a cui assistiamo la rappresentazione della finzione massmediatica che viviamo ogni giorno, talmente integrata nel sostrato della ritualit quotidiana da essere divenuta banale. Le risposte possono essere intelligenti, sagaci, addirittura ironiche: e il talento del gruppo risiede soprattutto nellimprovvisare con acume e sottigliezza per buona parte dello spettacolo, recependo impulsi e spunti da un pubblico imbarazzato e divertito. Acconsento. Lasciare il proprio nome prima di uno spettacolo teatrale non pu che sembrarmi unazione innocua: linformatizzazione contemporanea mi porta gi a cedere i miei dati personali di continuo.

Ma passiamo oltre, se prima della guerra ognuno ha la propria thought sul tema, durante la guerra che non si pu deviare da alcuni dogmi propri di qualunque conflitto: il nemico di per s disumano e Dio sta dalla nostra parte perch siamo noi ad avere ragione. Intercettando qualche sguardo nelle file dietro di me, mi accorgo che siamo tutti in allerta, in attesa, incuriositi, intimoriti, cercando di prevedere le mosse degli attori e pensando a come reagirvi. E poi di grande forza lapparente facilit con cui scene sempre pi violente sinnescano dalle altre: se siamo impreparati alla guerra, giusto che la maestra insegni ai bambini come usare una pistola automatica (Bambini, NESSUNA PIET!); e sembra ancora un gioco, quando si tratta dimparare a nascondersi sotto i cadaveri per avere pi possibilit di sopravvivenza. Non la guerra oggetto del lavoro del Teatro Sotterraneo e di Silis, ma la percezione che di essa si ha attraverso i media: non a caso sul fondale vengono proiettate vecchie fotografie di citt sventrate dalle bombe, o di colonne di persone in fuga. Bombe, spari, torture, tu resta qui, commiati romantici, mistica militare e bagliori nucleari: se non fosse chiaro, During una parodia (in concentrato) dei film di guerra hollywoodiani.

La scena questa: a distanza di un anno dalla guerra, in ci che resta del mondo submit-nucleare sinaugura un teatro fresco di ricostruzione. E tuttavia i tre attori ricercano un effetto volutamente grottesco: Angius, Bonaventura e Cirri mettono adesso in scena un un pastiche di segmenti cinematografici, reali o immaginati. I tre attori sono, qui, puri performer in un palco vuoto. Gli attori interrogano il pubblico: fino a dove possiamo spingerci, quando si tratta di difendere i nostri cari, o addirittura entit astratte come i nostri ideali o la nostra patria? Soprattutto nella prima parte – laddestramento per un conflitto prossimo venturo, un summit tra goffi premier reclutati tra il pubblico, il fallimento della diplomazia e della politica e lo scoppio della guerra – e nella terza dove la rifondazione submit bellica rappresentata dalla sinistra riapertura di un teatro popolato da tronfi militari, reduci rimbambiti, bandiere della pace in bianco e nero e bambini che declamano poesie guerrafondaie. Dunque, lallenamento al sangue versato, le domande del Prima che Angius, Bonaventura e Cirri rivolgono al pubblico sono la miccia, le risposte del pubblico sono lossigeno che la tiene accesa: rispondere ti mette nella condizione di pensarti l dove cadrebbero le bombe.